Una visita alla Fortezza Nuova

mar 19, 14 Una visita alla Fortezza Nuova

Il Parco Pubblico della Fortezza Nuova copre circa 35mila mq di verde, racchiuso tra le sue possenti mura in laterizio e finiture in pietra serena. Le mura sono di tipologia a “sacco” e a “scarpata” verso il canale d’acqua, così come proprio delle fortificazioni di quel periodo. La Fortezza è stata edificata tra il 1590 e il 1604, commissionata dal Granduca Ferdinando de’ Medici, è frutto di una collaborazione tra Bernardo Buontalenti, Don Giovanni de’ Medici (figlio di Cosimo I), Alessandro Pieroni e Claudio Cogorano. Al tempo della sua costruzione fu ordinato che neanche le chiese dovessero superarla in altezza difatti si trova vicina alle chiese quasi coeve del Pieroni. La Fortezza è circondata dai canali, detti “fossi” che possono essere percorsi con un suggestivo giro in battello, potendo così avere una visione particolare della città. Dalla parte alta del Parco della Fortezza è possibile vedere verso Nord la Porta San Marco, con il Leone alato in sommità e a destra la piazza della Repubblica detta anche del “voltone”, sotto la quale è possibile passare con la barca.

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L’itinerario di Amedeo Modigliani

mar 04, 14 L’itinerario di Amedeo Modigliani

Itinerario Modigliani

Amedeo Modigliani è uno dei più famosi pittori del “900,celebre per i suoi ritratti (in particolar modo femminili), carichi di un’insuperabile poetica e sintesi artistica, che rende la sua arte così originale e inconfondibile. Nato a Livorno il 12 Luglio 1884 da una famiglia di borghesi ebrei, prima di trasferirsi a Parigi  ha vissuto anche a Firenze e Venezia. Sebbene abbia raggiunto la pienezza della sua arte solo dopo il trasferimento nella capitale francese, Amedeo (Dedo per gli amici) è stato fortemente influenzato dall’arte italiana, dal contatto con l’arte dei maestri Veneziani, fra cui Carpaccio, all’influenza degli artisti del 300 senese come Simone Martini, e perchè no, anche quella dei Macchiaioli, di cui la città labronica all’epoca ne era la maggior esponente, fra i tanti il più importante Giovanni Fattori. Muore a Parigi il 24 Gennaio 1920, dopo una vita trasgressiva che ad oggi è difficilmente scindibile dal mito che si è creato subito dopo la tragica morte di lui, e di sua moglie Jeanne, morta suicida il giorno dopo . Eppure Modigliani fu sempre legato alla sua città, che purtroppo non seppe riconoscerne per tempo la grandezza, e che ancor oggi fatica a valorizzarne la memoria. Livorno, città che ha visto nascere e crescere Modigliani, lo ha visto avvicinarsi alla pittura, abbandonare gli studi e combattere una strenua lotta contro la Tubercolosi, che su di lui vincerà anni dopo. Per onor del vero, la sua città non conserva molte testimonianze della vita del pittore, ancor meno sono le opere qui presenti, solo una fatta da adolescente. Eppure il visitatore che vorrà tentar di capire l’arte e il pensiero di Modigliani, senza lasciarsi influenzare dal mito che è servito a vendere una falsa immagine del pittore, potrà farlo solo partendo da Livorno. Con queste premesse, sarà possibile per il visitatore attento e rispettoso trovare pochi ma significativi segni e segnali, che legano una città tanto atipica come Livorno all’artista tanto misterioso e profondo Modigliani. Sarà possibile immergersi nell’ambiente livornese schietto e popolare, tanto da risultar talvolta rozzo, ma sicuramente genuino e vero, e pronto a stupire positivamente colui che non si fermerà alle apparenze ma tenterà di vivere veramente la Livorno di Amedeo Modigliani. Questo che vi vorrei  suggerire non vuole essere un rigido itinerario turistico, ma un valido aiuto per chi vuole in autonomia scoprire i luoghi che hanno formato Modigliani. Modigliani riflette culturalmente quel mix di culture che è la Livorno dell’epoca. Una Livorno che fin da lontano “600 è patria di comunità etniche e religiose diverse, grazie alla Leggi Livornine emanate dal Granduca, che invitano mercanti e genti di ogni posto a trasferirsi a Livorno, vi è quindi grande tolleranza per gli ebrei (cosa che non Dedo non troverà facilmente a Parigi). Amedeo possiede la solida educazione e cultura di una rispettabile famiglia di appartenenti alla borghesia ebraica livornese (molto numerosa in città) e la sfrontata inventiva e la naturale indole ribelle che contraddistingue il sanguigno popolo livornese. Personalmente vi consiglio per tanto di visitare le testimonianze della Livorno delle Nazioni, che si rispecchia in vari cimiteri, chiese e palazzi signorili, appartenuti alla varie comunità etniche.  O di perdervi sul lungo mare e lungo il porto mediceo, guardando la vita di un popolo di mare, dei pescatori, del porto. Varrebbe la pena di visitare anche il quartiere la Venezia e altri posti ancora,ma mi dilungherei troppo e comunque quelli sono posti da vivere istintivamente, senza particolari indicazioni. Pertanto i miei consigli mirano ad altro:

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Escursione a Calafuria

apr 14, 13 Escursione a Calafuria

La Riserva Naturale Biogenetica di Calafuria occupa la parte occidentale dei Monti Livornesi.

Il paesaggio è dato da rilievi collinari privi di abitazioni e di colture agricole, ricoperti da bosco ceduo, che scendono dolcemente verso il mare. Il poggio Montaccio è la parte più elevata della Riserva (circa 300 m. )

La vegetazione è costituita prevalentemente da piante aromatiche, ma anche lecci e pini.

Tra la fauna emergono il passero solitario, la rondine rossiccia, ecc…Sono presenti anche numerosi esemplari di istrice, volpe e cinghiale..

L’importanza strategica del promontorio di Calafuria è testimoniata dalla Torre del Boccale e da quella di Calafuria, fatte costruire nel XVI secolo dai Medici per difendere la costa dai Barbareschi.

Si parte a piedi nei pressi della Torre del Boccale. Inizialmente la strada sterrata costeggia il Fosso Maroccone e, dopo poco, comincia a salire verso la dorsale ed attraversa una fitta macchia mediterranea. In poco tempo si raggiunge il Semaforo del Montaccio, torretta antincendio e straordinario punto panoramico su tutta la Costa degli Etruschi, da Livorno a Piombino con le isole dell’Arcipelago Toscano. Si prosegue, uscendo per poco dalla riserva, fino ad Arpaderba ed a Castellaccio, dove è possibile trovare dei punti di ristoro.

L’itinerario prosegue ritornando, anche su percorsi diversi, verso il mare.

La scogliera da Calafuria a Quercianella è di particolare interesse e ci permette di sostare sugli scogli o su piccole calette sabbiose, per prendere il sole e per fare il primo bagno di stagione.

Tempo permettendo, la cala del Leone sotto la Torre del Romito può essere un punto ideale per rilasciarsi, ammirare la bellezza della natura ed ascoltare la musica del mare .

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Antiche e Nuove comunita’ straniere: tante diversita’ per un’unica citta’ ideale

nov 29, 12 Antiche e Nuove comunita’ straniere: tante diversita’ per un’unica citta’ ideale

Amaranta Service e Comune di Livorno , organizzano l’inziativa Antiche e Nuove comunità straniera: tante diversità per un’unica città idealre

Numero cell per la prenotazione visite guidate: 320.8887044

VISITE GRATUITE - Visite guidate alla Chiesa dei Greci Uniti, in Sinagoga, al Cimitero Ebraico e al Cimetero degli Inglesi e molto altro.

 

• Sabato  8 dicembre ore 10 visita al Cimitero degli Inglesi

• Domenica 9 dicembre ore 16 - Livorno si presenta: visita della città dedicata alle nuove presenze straniere

• Sabato 15 dicembre ore 10 - visita alla Chiesa dei Greci Uniti

• Domenica 16 dicembre ore 10 - visita al Cimitero Ebraico

• Domenica 16 dicembre ore 16 - visita alla Sinagoga

Un occasione imperibile per conoscere meglio Livorno

 

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Giro dei Fossi Medicei

Con Francesca ed Itinera http://www.itinera.info/blog/ abbiamo fatto il giro dei fossi http://www.livornoinbattello.info/
Con noi un gruppo di turisti francesi hanno visto una Livorno particolare, quella dei fossi medicei.Wiki

Il sistema dei fossi e dei canali livornesi, seppur soggetto a numerose modifiche nel corso dei secoli, mantiene inalterato gran parte del proprio fascino, tanto è vero che in passato ne è stato caldeggiato l’inserimento nella lista dei Patrimoni dell’umanità.
Parlare del Fosso Reale significa ripercorrere buona parte della storia di Livorno, la città acquistata dai fiorentini nel 1421 e successivamente oggetto di un piano urbanistico redatto da Bernardo Buontalenti. Il progetto di Buontalenti, eseguito nella seconda metà del XVI secolo, veniva incontro alla volontà dei Medici di fare di Livorno, sino ad allora un piccolo villaggio situato ai margini di Porto Pisano, lo sbocco a mare per i traffici del Granducato di Toscana. L’architetto ideò un centro abitato di forma pentagonale, chiuso da possenti bastioni e fossati, integrandolo con il nucleo urbano preesistente.

 

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